Madre natura

28 aprile 2010

Giusto ieri per un euro e cinquanta ho comprato dal fioraio sotto casa una piantina alla menta con tante foglie grandi e verdi che mi son detto Vedrai quanti the marocchini alla menta ci beviamo io e te. Mi prenderò cura di te e diventerai la piantina di menta più bella della città. Stamattina era già morta.


Proverbi di una volta

22 febbraio 2010

Chiederla è lecito, darla è cortesia.


Alana

17 febbraio 2010

Mica mi son ripreso ancora da stamattina che m’ha svegliato un rumore sospetto che ero convinto che ci fossero i ladri in casa. Poi mi son detto che i ladri non ci vanno in casa da chi non ha niente da farsi rubare che quel poco che c’ho ci mancherebbe pure che me lo rubassero. Nel soggiorno c’era invece una ragazza che mi son chiesto cosa faccia una ragazza in un soggiorno di una casa dove c’è gente che dorme e niente da rubare.

Che s’è pure spaventata poveretta, che quando m’ha visto quasi le veniva un accidente e che invece s’è ripresa dallo shock e m’ha sorriso, a me. Ma che ti ridi, ho pensato, che quasi ti scambiavo per dei ladri, che non so neanche chi sei.

Poi, in fondo, le ho sorriso pure io e le ho detto chi son io e le ho chiesto chi sei tu e se pure tu c’hai un nome. Che poi appunto s’è scoperto che è la tipa di un tipo che vive con dei tipi con un tipo che son io.

Io mi chiamo Alana m’ha risposto questa tipa.

Che quando l’ho sentito m’ha preso compassione e son scappato a piangere in cucina, che mica mi son fatto rivedere che non so che cosa dirgli io ad una ragazza sconosciuta che ti spiattella in faccia una cosa del genere.

Per fortuna che c’ho un cuore che prima di uscir di casa senza che mi vedesse le ho lasciato un bigliettino sul tavolo, io, ad una ragazza sconosciuta che spiattella certe cose.

“Cara Alana,

ti prego di perdonarmi che se l’avessi saputo prima non te l’avrei mai domandato, davvero”

Che neanche l’ho firmato il bigliettino, io, che mica metto il dito nelle piaghe.


2035: evoluzione

16 febbraio 2010

A mia cugina ieri notte le è nato un bel maschietto. Il bimbo sta bene, non fosse per il cavo destro delle cuffiette del iPod un po più corto del sinistro. Col tempo s’aggiusterà da solo, le ha detto un medico. Meno male.


Sesta: commenti

15 febbraio 2010

Questa no che non posso non riportarla.

unamica: un volta ho visto una con le tette enormissime

unamica: ma ho pensato più che altro che doveva essere scomodo

davide: anch’io

davide: in un film

unamica: che film?

davide: mio marito davanti e di dietro tutti quanti, un classico

unamica: ah

unamica: me lo sono persa

davide: non è una grande storia

unamica: immagino…

davide: gente che va e gente che viene


Sesta

15 febbraio 2010

Certo che di gente se vai in giro, di gente strana voglio dire, c’è ne quanta ne vuoi. Che lo sappiamo tutti che c’è gente che si alza alle 4 per andare a lavorare e ritorna a casa alle 8 e che il giorno dopo ci deve riandare di nuovo a lavorare e che quando sta seduta in metropolitana vorrebbe pure starsene tranquilla, questa gente. Che la vita è un bel casino e pure io quando torno a casa in metropolitana certe cose non le vorrei vedere, che di gente strana quando non la vuoi incontrare c’è ne quanta ne vuoi. E certe cose che vedi mica te le dimentichi così tutto d’un colpo, che se sei un tipo sensibile non ci dormi la notte e ci pensi pure il giorno dopo e poi il giorno dopo ancora e non ci dormi, maledizione. La gente ha proprio un bel coraggio, non ce l’hanno mica il senso della pietà che altrimenti mica le farebbero queste cose in pubblico davanti agli occhi di certa gente che poi li vede e non ci dorme di notte.

Certe cose fatele a casa vostra invece di farle in metropolitana dove appena salite sul vagone c’è la gente che non parla più e ci resta quasi secca. C’è gente che lavora sulla metropolitana, che c’ha bisogno di non distrarsi con la crisi che c’è in giro e che poi c’hanno le mogli a casa che li aspettano e che quando gli aprono la porta gli domandano perché c’hanno quella faccia. E per fortuna che di vecchietti sulla metro mica ce ne sono così tanti, che ci manca pure che certa gente che fa queste cose strane gli faccia pigliare un colpo, ai vecchietti.

E poi ti proibiscono di fumare che fa male a te e a chi ti circonda ed invece certe cose le lasciano fare alla luce del giorno, come se niente fosse, che pure queste cose fanno male a me e a chi ti circonda. Con tutte le telecamere che ci sono neanche al binario dovrebbero farla arrivare certa gente che poi salgono sul vagone e le mogli poi chiedono ai mariti perché c’hanno una certa faccia.

La prossima volta che salgo su un vagone coi vecchietti e coi mariti con una certa faccia, pianto un bel casino che non è mica possibile che nel 2010 ancora ci fanno salire una tipa con la sesta, in metropolitana.


Pizza connection

14 febbraio 2010

Stamattina appena alzato m’ha preso una di quelle voglie di leggere che è meglio se non la descrivo, quella voglia, che mi sono riletto sette volte la tessera dei punti del parrucchiere cinese che era sul comodino. Io dal parrucchiere cinese che costa poco mica ci ritorno più che ti danno queste tessere che sono tutto e niente e che dopo che te leggi sette volte neanche accennano a toglierti quella voglia che ci avevo stamattina.

Per fortuna che in soggiorno c’ho trovato uno di quei cosi con un numero di telefono e un sacco di nomi di pizze che tu chiami uno sconosciuto e per telefono gli racconti i tuoi gusti in fatto di pizza e sei pure contento perché al giorno d’oggi non c’è più nessuno che ti ascolta con così tanta attenzione. Addirittura pare che  ti chiede pure di ripetere se non ha capito bene quello che gli hai detto. Quando ti capitano queste cose ti rendi conto di quanto calore umano c’è dietro un coso come questi e anche se non è bello da dire ti viene pure la sensazione che ci deve essere sotto qualcosa, dietro tutta questa umanità, che è troppo bello per essere vero.

A me la volevano fare questi sconosciuti, che m’è bastato leggere le prime tre righe per capire che la cosa non quadrava, a me che ieri sera prima di andare a dormire ho visto due puntate di una serie poliziesca che ti insegna ad accorgerti subito se c’è puzza di bruciato. Bisogna essere proprio dei dilettanti per farsi smascherare da uno che la sera prima di addormentasi si guarda una o due puntate.

Io non lo so cosa mi vogliono significare quelle due colonne con i centimetri a fianco dei nomi delle pizze, che io posso pure capire che una Pizza Formaggi da 28 cm me la lasci a 6 € ma quando subito dopo mi dici che la versione da 32 cm me la dai a 7 € si capisce subito che ti sei tradito con le tue stesse mani. 28 o 32: dilettanti.

Io posso pure capire se mi proponi una 28 e una 56, una 30 e una 50, ma se pensi che io ci creda che c’è gente che si domanda se è meglio una pizza da 28 anziché una da 32 mi deludi e ti dico che non ti credo neanche, io. A chi la vogliono dare a bere con questi 4 cm di differenza, che è bastato interrogare la mia coinquilina senza insospettirla per sapere che stranamente le consegne le fanno sempre i maschi. E allora fai due più due e si che lo capisci in che cosa 4 cm possono fare la differenza, si che lo capisci, che magari c’è quella che non si vuole esporre e rimane sul 28 e poi invece quella un po più disinibita ti ordina il 32.

Ed io che quasi quasi una telefonata la volevo pure fare, che già mi piacevano questi tipi gentili che anche se non li conosci ti stanno a sentire, che son bastato io per fargli saltare la copertura. Ve lo do io il commercio d’organo.


Sono un mostro

13 febbraio 2010

Questa qui proprio non la dovrei scrivere perché lo sanno tutti che con la globalizzazione su internet ci vanno anche i bambini e le persone anziane.

Oggi pomeriggio una tipa che mi veniva incontro camminando e che neanche mi conosce m’ha sorriso ed io pure le ho sorriso e poi sogghignando mi sono detto: sei un mostro.


Piccoli deliri

12 febbraio 2010

Ieri sera tardi in metropolitana è salita una cinese vecchia di circa 123 anni e le ho ceduto il posto a sedere e lei mi ha fatto l’inchino cinese per ringraziarmi e, siccome mi sembrava di stare in un film, le ho risposto con “waijha” che non significa niente e tutta la gente del vagone ha pensato che io parlassi il mandarino e mi sono sentito un gran figo.


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